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Notizie d'Arte
18 novembre 2004
New MoMA. Coming soon

Più che un museo è il museo. Praticamente un mito. Una collezione gigantesca, quasi un secolo di vita alle spalle. Conclusi i lavori di ristrutturazione, il MoMA di New York torna alla sua vecchia sede di Manhattan, sulla 53esima strada. Il progetto di Yoshio Taniguchi restituisce un nuovo gioiello dell'architettura museale...

"Manhattan is modern again". Riapre il MoMA, il 20 Novembre: la collezione d'arte contemporanea più grande al mondo torna nella sua sede originaria. E New York festeggia: centinaia di manifesti, uno slogan che (al di là della retorica "pubblicitaria") ha il sapore di una vittoria annunciata.

Chiuso da qualche anno per restauri, il MoMA si era trasferito in un'ex fabbrica nel quartiere industriale di Queens, a Long Island. Da qui ha continuato la sua attività espositiva, presentando, però, solo una piccola porzione della preziosa raccolta. Il MOMAQNS ha chiuso i battenti a fine settembre, con una retrospettiva sulla pittrice americana Lee Bontecon e con la mostra di architettura Tall Building dedicata ai palazzi più alti del mondo.

Ed è una storia lunga, quella del MoMA, che inizia nel 1929, quando Lillie P. Bliss, Cornelius J. Sullivan e John Rockfeller Jr., decisero di fondare una struttura culturale dedicata esclusivamente all'arte moderna. Originariamente l'istituzione era ospitata nella "Rockfeller Townhouse", mentre il museo di Manhattan fu realizzato nel 1939 dagli architetti Philip Goodwin e Edward Durrel Stone. Nel corso degli anni l'edificio ha subito molteplici modifiche. I primi ampliamenti a partire dal '51, mentre risale al '53 la realizzazione dell'Abby Aldriche Rockfeller Sculpture Garden, il giardino di sculture adiacente al Museo, progettato da Philip Johnson. Un ampliamento piuttosto consistente fu poi realizzato dal Cesar Pelli nel 1984.

Il restauro attuale, costato 425 milioni di dollari, rimane però il più imponente della storia. Coordinato dall'architetto giapponese Yoshio Taniguchi, il progetto preserva la struttura preesistente e prevede un sostanzioso ingrandimento degli spazi. Un'ampia e luminosa hall, sospesa a circa 30 metri sul livello della strada, congiunge la 53rd d la 54th strada, consentendo l'apertura di due diversi ingressi e offrendo una suggestiva vista panoramica sul giardino di sculture. Taniguchi, mantenendo l'originaria struttura dello Sculpture Garden ("probabilmente l'elemento più caratterizzante del museo") ristabilisce la terrazza rivolta a sud, per creare un patio outdoor. E' qui che trova posto il raffinato ristorante, The Modern.

Lo spazio complessivo, che è stato quasi raddoppiato, conserverà i suoi sei dipartimenti: pittura e scultura, stampe e libri illustrati, disegni, architettura e disign, fotografia ed infine film e media. Il piano terra ospiterà due auditorium per conferenze ed incontri musicali, un secondo livello sarà dedicato alle videoinstallazioni, il terzo alla collezione fotografica, il quarto e quinto, infine, accoglieranno la collezione di scultura e pittura. Il tutto su una superficie di oltre 58 mila metri.

Un'attenzione speciale è riservata alle mostre temporanee. Il menu del 20 novembre, attesissimo opening day, offre tre inaugurazioni, tutte dedicate, un pizzico di autoreferenzialità stavolta non guasta, al museo stesso. Open Shutter at the Museum of Modern Art, personale del fotografo americano Michael Wesely (1963), conosciuto per la sua tecnica basata sullo scatto a tempi lunghi, racconta l'iter di ricostruzione del New Moma, seguendone le varie fasi, dal 2001 fino ad oggi. La seconda esposizione, Nine Museum, illustrerà l'attività progettuale di Yoshio Taniguchi, concentrandosi sulla sua ricerca dedicata agli spazi museali. Infine, Project 82: Mark Dion, Rescue Archeology raccoglie una serie di oggetti (reperti emersi dagli scavi che hanno preceduto i differenti restauri) collezionati negli anni dall'artista americano Mark Dion (1961), suggerendo una forma di avvincente ed inconsueta archeologia contemporanea.

Un "museo-laboratorio" ama definirlo il direttore Glenn D. Lowry. Un organismo complesso, che continua a cambiare pelle. Un museo che sfiora il mito. E che del'interazione dinamica tra pubblico, opere d'arte ed architettura sembra aver fatto il suo tratto distintivo.

MoMA - Museum of Modern Art - 11 west - 53 strada/tra la 5th e la 6th, Manhattan, New York 10019 - Tel. (212) 708-9400 - www.moma.org

Articolo di Tiziana di Caro, tratto da Exibart.onpaper

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